Contro l'ipertensione seguire la dieta mediterranea.

Zurigo, 30/03/2007 - La prima regola per controllare l’ipertensione a tavola? Seguire la dieta mediterranea, abolire il sale aggiunto e ridurre le portate. E un aiuto arriva anche dal mondo dei prodotti funzionali: è a disposizione anche in Italia Evolus, un nuovo latte fermentato ricco di peptidi bioattivi, sostanze naturali che possono favorire il controllo dell’ipertensione. Messo a punto dalla ricerca di Emmi, Evolus è un latte fermentato con Lactobacillus helveticus. La sostanza attiva contenuta sono i peptidi bioattivi, componenti naturali delle proteine del latte che si formano durante la fermentazione. Secondo gli studi, esercitano un valido aiuto nella regolazione dell’ipertensione, un disturbo che colpisce il 38% della popolazione adulta italiana e addirittura il 50% degli anziani.

Ma come agisce Evolus? “Secondo gli studi, i peptidi del latte fermentato con Lactobacillus helveticus LBK-16H - LBK-16H - spiega il professor Carlo Cannella, Ordinario di Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Roma ‘Sapienza’ - agiscono come ACE inibitori naturali. Le sostanze ‘ACE inibitorie’ inibiscono la formazione di angiotensina II, una sostanza vasocostrittrice che può portare all’aumento della pressione arteriosa.” - conclude Cannella. Gli studi finora disponibili sul consumo di Evolus mostrano che può contribuire a ridurre i valori pressori se assunto con regolarità, per almeno 15 giorni, nel quantitativo di 65 ml al giorno, in un regime dietetico adeguato. Evolus, come gli altri alimenti funzionali, ‘completa’ la dieta dell’iperteso, che deve seguire regole precise.

“La prima norma da seguire è quella di controllare l’apporto calorico degli alimenti, che non dovrebbe superare le 1000 kilocalorie al giorno, in funzione dell’attività fisica svolta, per evitare il sovrappeso. - spiega il professor Gianfranco Parati, Direttore del Dipartimento di Cardiologia, IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Ospedale San Luca di Milano e docente del Dipartimento di Medicina clinica, Prevenzione e Biotecnologie sanitarie dell’ Università di Milano-Bicocca - La prevalenza di ipertensione aumenta infatti all’aumentare del peso corporeo. Se il 15% delle persone con peso normale soffre di ipertensione, questa percentuale sale al 23% tra le persone leggermente in sovrappeso (BMI 25-27), al 27% in quelle con sovrappeso più grave (BMI 27-30) e addirittura al 42% negli obesi.

La riduzione di peso porta all’abbassamento dei valori pressori, con un effetto pari a quello di alcune terapie farmacologiche. Secondo i dati disponibili, basterebbe perdere il 10% del peso per ridurre in modo significativo i valori pressori. Nelle forme di ipertensione lieve (valori uguali o leggermente superiori a 140/90 mmHg) la correzione della dieta potrebbe risultare sufficiente per riportare i livelli pressori nella norma nei pazienti con ipertensione lieve e, nei casi di ipertensione più severa, potrebbe permettere di calibrare la terapia con dosi minori di farmaci.” - conclude Parati.

Anche la scelta degli alimenti è importante. “Consumare 5 porzioni di frutta e ortaggi al giorno - continua Cannella - aiuta a controllare la pressione; questi sono alimenti poveri di Sodio e ricchi di Potassio (intracellulare), una sostanza che aiuta a modulare la pressione arteriosa. Bisogna inoltre evitare alimenti particolarmente ricchi di grassi, sostanze che si distribuiscono nel tessuto adiposo e che possono ostruire i vasi sanguigni. È bene poi evitare il sale (NaCl: cloruro di sodio). Il sodio in eccesso infatti causa un aumento dei fluidi extracellulari nel sangue, fenomeno che può condurre a ipertensione.”

“Gli alimenti che contengono una flora microbica “probiotica”, cioè favorevole alla vita in quanto producono sostanze protettive per il nostro organismo, vengono detti “funzionali” - aggiunge Cannella - Questi alimenti completano la dieta, potenziandone gli effetti benefici. Evolus, come gli altri alimenti funzionali, ‘completa’ la dieta, che deve comunque essere bilanciata come apporto energetico rispetto allo stile di vita e a ridotto apporto di sodio.”

Eppure spesso anche i pazienti ipertesi dopo i primi sforzi abbandonano le buone regole a tavola. “Tra i principali consigli da seguire quello di modificare la dieta è sicuramente il meno facile da ottenere. - spiega il dottor Alberto Aronica, Medico di Medicina Generale e Specialista in Endocrinologia e Malattie del ricambio - In media, solo il 20-30% dei pazienti con rischi cardiovascolari modifica il proprio stile di alimentazione sostanzialmente e per lungo tempo. Lo sforzo dei medici di medicina generale dovrebbe proprio essere quello di educare alla dieta e a sane abitudini di vita (cessazione del fumo, incremento dell’attività fisica, riduzione del peso corporeo) che sono la base di qualsiasi trattamento preventivo contro l’insorgenza di malattie cardiovascolari.”

Fonte: Ticinonews.ch 

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