Alimenti con etichetta d'origine

Sugli scaffali continuerà ad essere riconoscibile il pollo Made in Italy grazie alla proroga dei termini dell'Ordinanza del Ministero della Salute del 21 dicembre 2007, che già prorogava l'ordinanza dell'agosto 2005 che aveva introdotto misure di protezione e sorveglianza contro l'influenza aviaria e l'obbligo di specificare in etichetta il paese di origine degli animali.

Roma, 15 gennaio 2009

E' quanto afferma con soddisfazione la Coldiretti nel sottolineare che si conferma così l'esigenza di assicurare ai consumatori la completa tracciabilità del prodotto, agevolando il sistema dei controlli e tutelando la salute e il diritto a una corretta informazione.

Restano quindi in vigore - continua la Coldiretti - in aggiunta alle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, di cui al Decreto legislativo 109/92, le disposizioni che prevedono che gli operatori che intervengono nella fase di macellazione e di sezionamento e i soggetti che importano nel territorio italiano animali vivi da macellare, o carni fresche da sezionare o già sezionate da commercializzare, debbano riportare in etichetta le informazioni necessarie a ripercorrere con esattezza la storia dell'animale.

È stata così difesa - precisa la Coldiretti - una misura di trasparenza fortemente voluta dai produttori e dai consumatori e che ha consentito di superare la psicosi nei consumi familiari di carne avicola. Ricordiamo che nel comparto avicolo nazionale operano 6000 allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione: Brescia è presente con gli oltre 600 allevamenti e la leadership in produzione di uova, tacchini e polli da carne.

Il pressing della Coldiretti ha portato all'obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca, all'arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all'obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004 il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, dall'obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all'etichetta del pollo Made in Italy per effetto dell'influenza aviaria dal 17 ottobre 2005 e all'etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008. Ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50 per cento della spesa - conclude la Coldiretti - l'etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.

L'ETICHETTA CON L'ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI

I CIBI CON L'INDICAZIONE DI PROVENIENZA

  • Carne di pollo e derivati
  • Carne bovina
  • Frutta e verdura fresche
  • Uova
  • Miele
  • Passata di pomodoro
  • Latte fresco
  • Pesce
  • Olio di oliva

E QUELLI SENZA

  • Carne di maiale e salumi non a denominazione di origine (dop)
  • Carne di coniglio
  • Carne di pecora e agnello
  • Pasta
  • Frutta e verdura trasformata
  • Derivati del pomodoro diversi da passata
  • Latte a lunga conservazione
  • Formaggi non a denominazione di origine (dop)
  • Derivati dei cereali

 

Fonte: External link iconhttp://www.coldiretti.it/

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